L' Ultima foglia verde


Abbracciami forte
Non lasciare che
il vento mi porti via
Io,ultima foglia verde
dei tuoi rami
Ultima speranza
Ultimo tocco di magia
Volando
cercherei le tue mani
La tua bocca
Il tuo cuore
Rivedrei tutti i nostri
sogni nel bosco
Sparsi tra i cespugli e sui fiori,
come silenzi antichi
Prima di toccare terra,
ti lascerei un ultimo bacio
d'amore
Germoglio di una nuova
primavera con te
Se avverrà questo,
lasciami volare via.
IVAN 2006

Due lacrime

Ci sono due lacrime
oggi nei tuoi occhi
che rubano la luce
al sole.
Due lacrime tremanti
che traboccano
da un oceano pieno
d'amore.

ivan

lunedì, 26 maggio 2008
Lettera a Dio

Prima d’iniziare questa lettera,
ho appeso, sui rami di un albero,
tutti i miei peccati,
là, dove il sole fatica ad arrivare.
 
Stamani, sul lavoro, ho parlato di Te.
A ben pensare, sei Tu che parli a me, sempre.
Mi parli quando ammiro un fiore,
quando il vento soffia nel mio cuore semi del tuo cielo,
quando la luce del giorno scivola lentamente dentro la vita,
quando la notte porta messaggi alle stelle,
quando la luna accoglie la mia debole preghiera.
Tutto mi parla di Te e nulla m’ appartiene.
 
Sai, m’ accorgo che parlare con Te
è come portare l’anima in paradiso.
Quelle ali che hai donato agli angeli,
le sento mie, tanto che m’involo.
 
Da sempre, ti volevo chiedere
il perché della sofferenza.
Non è il mio soffrire a farmi paura,
ma è la pena di questo mondo che soffre in me.
 
Aiutami a capire,
quando stringo tra le mani un cuore triste,
quando sento su di me il peso del tempo,
quando vedo nel cielo morire il sole.
Non riesco a trovarti, eppure ti sento.
 
Dimmi che m’illuminerò di Te,
quando il mattino,
nell’aprir le sue finestre,
mi sorriderà con quel sole
che alla sera sembrava morir negli occhi.
Dimmi che lo vedrò splendere,
gioire della sua nuova vita,
ed avrà il volto buono del Padre mio,
il tuo volto.
 
Sparsa sull’erba,
gocciolerà la gioia del mio pianto,
così da raggiungere le radici del tempo
e sconfiggere ogni dolore.
Lo sento, non mi sto ingannando.
Al tuo soffio, dall’albero del male,
cadranno tutte le mie colpe,
per far sbocciare i fiori eterni dell’Amore.

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venerdì, 09 maggio 2008
Dell'Amore

Non ha grandi ali,
non si cura di apparire,
non parla a voce alta,
non ti rincorre con affanno.
È  silenzioso e discreto l’amore,
eppure lo senti quando ti prende dentro.
 
È come pioggia sottile che scende giù dal cielo
e cancella ogni macchia.
È luce che vibra nella stanza,
riempiendo di sé ogni angolo.
È un vento che accarezza ogni forma,
nei desideri penetra e ringiovanisce il cuore.
 
Come il mare spinge l’onda sulla riva e schiuma,
  allungando ovunque il suo sorriso,
così l’amore ricopre il mondo.
 
Ieri Ti ho amato,
oggi Ti amo,
domani sarò con Te.
Tutto il tempo è grazia,
perché solamente Tu
sei Infinito Amore.

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giovedì, 01 maggio 2008
morte di un amico

Mio grande amico,
con la delicatezza di sempre,
hai girato l’ultima pagina
della tua vita terrena.
Quanta pioggia è venuta giù,
dagli occhi innamorati del nostro cielo.
Mute, sono rimaste le campane
allo scoccar dell’ultima ora.
Nelle strade hanno chiuso bottega
i giorni dell’allegria.
Quel treno che ci portava lontano,
stamani non è partito.
Mancava il tuo sorriso a dargli il via.
 
Sai, nell’incontrarti,
ti avrei detto che all’alba ti ho sognato,
ed io piangevo.
Ti avrei detto che lassù
dove i nostri monti baciano il cielo,
e stringono la mano al primo sole,
c’era una strana luce che m’ abbagliava di carezze,
era la nostra croce che risplendeva tutta fiorita.
Abbracciato a lei, eri tu, Luciano.
 
Perché sei volato lassù con la morte addosso
ed hai lasciato una spina a pungermi il cuore?
Io lo so,
per tutte le corse fatte assieme,
là dove non c’è rivincita,
questa volta hai voluto vincere tu,
giungendo primo al traguardo dell’Amore.

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martedì, 22 aprile 2008
L'alba

Lassù nel cielo,
s’attardano a sciogliersi
le ultime stelle,
le ombre svaniscono
piano, piano, tremanti.
Non è ancora l’alba,
ma il momento è magico.
La natura è in attesa,
come una mamma
per il suo primo figlio.
 
Le ultime lacrime d’infinito
bagnano gli occhi miei.
Nell’aria tutto è pronto
per accogliere il sole.
I primi raggi accarezzano il cielo
ed illuminano l’anima mia.
Il giorno si apre come un fiore.
 Profuma d’immenso,
l’alba del mio primo amore.
 

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martedì, 15 aprile 2008
preghiera

Sono davanti a Te,
nudo con tutto il mio bagaglio.
Ho portato con me la gioia di vivere
ed il cuore per amarti.
Se tu vorrai, anche il grigio ed il nero
entreranno in paradiso.
 
Io sono tua creatura:
un sorriso della tua bocca,
un soffio del tuo cuore,
uno schiocco delle tue dita,
un canto delicato dell’ anima tua.
Tu sei tutto.
Tu sei come il cielo sereno,
mi guardi sempre con amore.
Nel silenzio mi pongo, per ascoltarti.
 
Sopra la mia casa hai costruito un tetto di stelle,
alle finestre hai messo il sole,
dentro vasi di fiori hai versato l’acqua della vita.
Dietro la mia porta si aprono speranze,
nel focolare scoppietta il tuo amore.
 
In punta di piedi,
entro nei sogni
a riveder la luce dei miei giovani anni.
Io seduto sopra un ponte a pescar storie
ancor oggi incompiute.
Tu pescatore d’anime,
docile e paziente,
seduto sul muro del tempo
ad insegnarmi la vita, la verità e l’amore.
 
Senza di te sarei come un robot,
ferraglia corrosa dalla ruggine e dall’intemperie.
Sarei un ammasso di carne senza cuore,
sarei un ubriaco senza meta,
un albero senza foglie,
una foglia senza sole,
una bestia piena d’odio e rancore.
 
Mio Dio,
nella tua bontà e pazienza,
non bruciare il legno secco,
ma fai fiorire la vita anche dalle pietre,
così che io non sia tentato di dire:
io vivo, perché Ti amo da morire.

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sabato, 29 marzo 2008
lettera ad un bambino

Ti ho scritto tante volte,
affidando le mie lettere al silenzio.
Ti ho cercato sulla bocca della vita,
tra le foglie del vento,
nei baci dell’acqua,
sulle ciglia del tempo.
 
Bambino mio,
ti ho sempre ascoltato,
ho udito la tua gioia,
il tuo tormento.
Ho giocato nel pianto,
ho pianto e riso dentro,
sulle ali tue.
 
Nell’aprire gli occhi,
 hai assaggiato il mio cuore.
 Nel suo pozzo profondo,
hai visto come nasce un fiore,
come sono dolci gli occhi della luna,
come il cielo ha nelle mani il sole,
come la vita s’intreccia con l’amore.
 
Bambino mio,
nelle tue mani ho messo il mondo.
Non quel mondo che sta marcendo,
non quel mondo che sta tramando,
che si sta distruggendo
che non ha più accento né cuore.
Quel mondo l’ho sotterrato,
l’ho annegato,
l’ho scalzato dalla mente.
Nel tuo cuore ho messo Dio. 
 
Bambino mio,
ancor oggi ti scrivo,
per te che sei il primo amore.
Ogni volta che mi guardo, ti vedo,
m’ esplodi dentro come la primavera.
 
Anima mia,
ho sempre pensato che tu volassi,
ma nel camminare
ti sento tutta abbracciata a me.
Resta piccola, nel sorriso e nel pianto,
per non perdere quello che hai imparato
standomi accanto in tutti questi meravigliosi anni.
Questa lettera è lacrima di gioia e di silenzio
che affido a te,  piccolo Ivan.

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lunedì, 24 marzo 2008
o mia primavera

Dal mio balcone s’affaccia,
con occhi di rugiada, la primavera.
Scende dai monti dentro un gorgheggiar d’acque,
portando a valle la freschezza dei sogni.
 
C’è un sole nell’aria che accende la vita,
c’è un coro di rondini che fa vibrare il cielo,
c’è un pensiero d’amore che mette le ali.
 
Si sveglia il mio prato con il tuo profumo,
sbocciano fiori dalle tue mani,
ogni petalo mi parla di te.
Vola la mia anima ad abbracciar le tue radici.
Nel verde tuo mi riposo
aspettando d’assaporar deliziosi frutti.
 
La vita è fuoco, m’accendo subito d’amore.
Filtra da ogni tua foglia questa luce, e mi sorride.
La notte segue il giorno in un batter di stelle,
solamente luna, sei per me, quando mi guardi.
 
Guardandomi negli occhi non avrai scampo,
ti passerò da parte a parte,
con la punta del cuore.
Cadendo tra le mie braccia,
o mia primavera,
capirai che questo è veramente amore.

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giovedì, 06 marzo 2008
vorrei guarire il mondo

La luna cade dal cielo con tutti i suoi amanti.
Tornano nell’ombra le stelle.
Tremano i monti e s’agitano i mari.
La terra è stanca di girar nel vuoto e grida.
È ammalato il mondo.
 
Sono giorni di tempesta.
Chi farà risalire l’alba dai sogni?
Chi metterà nel suo giaciglio il sole?
Non ci sono più bambini a passeggiare sui fiori.
Pietre ed alberi grigi colorano i giorni.
 
Piove sporcizia sulla testa dei potenti.
Uomini senz’anima popolano il mondo.
Dove avete sotterrato la giustizia?
Dov’è finito l’amore?
 
Vorrei guarire il mondo.
Vorrei veder la luna rotolar nel cielo
ed alzarsi sui tetti,
lucente come un diamante.
Vorrei abbassare le stelle
per sentirle pulsare cuore a cuore.
Vorrei veder bambini intorno a me,
liberi di giocare e rincorrere sogni.
Vorrei risalire l’alba, disegnare il giorno
ed annegare nella quiete del tramonto.
 
La notte, vorrei averti vicino,
rubare i tuoi sogni alle stelle,
coprirti in silenzio con la mia ombra,
toccare il cielo e morir d’amore.
 
Vorrei guarire il mondo
dall’odio e dal dolore,
per farti ascoltare
il delicato fruscio della mia anima.

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martedì, 18 dicembre 2007
La felicità

La felicità sta nelle piccole cose.
È  un granello di sabbia che gioca col vento,
è un’ala bianca che fa volare i sogni,
è il canto gioioso del bosco nel fiorir del giorno.
 
La felicità è il cielo quando piove,
quando il mattino ha negli occhi il sole,
quando la notte s’adorna di stelle
e di luce incorona la luna.
 
La felicità è donare come pane il cuore,
è una lacrima che scioglie ogni dolore,
è un’ombra che si veste di colori.
 
La felicità è fatica e sudore,
è la grazia di un fiore,
è il nostro giardino che si veste di stagioni,
è una mamma negli occhi del suo bambino,
è colui che vive e muore per amore.
 
La felicità sei tu quando mi stai vicino,
quando sorridi con le lacrime agli occhi
toccando tutti i tasti del cuore,
quando in un giorno di luce
ti spogli del mondo per fare l’amore.
 
La felicità è un nido,
nascosto tra le stelle,
in compagnia del sole,
dove noi, come piccoli uccelli,
attendiamo di spiccar l’eterno volo.

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lunedì, 15 ottobre 2007
mendicante

 
 
Sulle corde di un violino
 
vibra la mia vita.
 
Le sue note cercano l’armonia
 
dentro quel cielo
 
che l’alba m’ ha negato.
 
 
Come un mendicante,
 
dagli occhi tristi,
 
tendo la mano
 
per chiedere al vento
 
di riportarmi indietro
 
l’ immenso tesoro
 
 che mi è stato rubato
 
nei primi anni di gioventù:
 
mio padre e mia madre.
 
Dedico questa poesia all’amica Liuspike
 
visto che la poesia è un po' triste, voglio rallegrare l'ambiente
con un fatto accadutomi durante il lavoro,
però non ditelo troppo in giro, altrimenti in giro prendono me...
 
DALLE MIE MEMORIE...si fa per dire... 
 
...Una mattina durante il mio servizio da capotreno,
mentre chiedevo i biglietti,
mi sono accorto di avere ai piedi
due scarpe differenti, anche se erano entrambe nere.
Una era piuttosto a punta e l'altra un po' più quadrata,
anche le cuciture erano differenti...
immaginate come mi sentivo..eh eh.
Per rendere la cosa meno visibile,
facevo in modo che un piede rimanesse sempre sotto il sedile.
Pensate che il treno era pieno zeppo di studenti.
Non vi dico altro, lascio tutto all'immaginazione,
anche perché tutto il resto l'ho cancellato dalla memoria.
Chissà come ne sono venuto fuori!

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