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Ti ho scritto tante volte,
affidando le mie lettere al silenzio.
Ti ho cercato sulla bocca della vita,
tra le foglie del vento,
nei baci dell’acqua,
sulle ciglia del tempo.
Bambino mio,
ti ho sempre ascoltato,
ho udito la tua gioia,
il tuo tormento.
Ho giocato nel pianto,
ho pianto e riso dentro,
sulle ali tue.
Nell’aprire gli occhi,
hai assaggiato il mio cuore.
Nel suo pozzo profondo,
hai visto come nasce un fiore,
come sono dolci gli occhi della luna,
come il cielo ha nelle mani il sole,
come la vita s’intreccia con l’amore.
Bambino mio,
nelle tue mani ho messo il mondo.
Non quel mondo che sta marcendo,
non quel mondo che sta tramando,
che si sta distruggendo
che non ha più accento né cuore.
Quel mondo l’ho sotterrato,
l’ho annegato,
l’ho scalzato dalla mente.
Nel tuo cuore ho messo Dio.
Bambino mio,
ancor oggi ti scrivo,
per te che sei il primo amore.
Ogni volta che mi guardo, ti vedo,
m’ esplodi dentro come la primavera.
Anima mia,
ho sempre pensato che tu volassi,
ma nel camminare
ti sento tutta abbracciata a me.
Resta piccola, nel sorriso e nel pianto,
per non perdere quello che hai imparato
standomi accanto in tutti questi meravigliosi anni.
Questa lettera è lacrima di gioia e di silenzio
che affido a te, piccolo Ivan.
Dal mio balcone s’affaccia,
con occhi di rugiada, la primavera.
Scende dai monti dentro un gorgheggiar d’acque,
portando a valle la freschezza dei sogni.
C’è un sole nell’aria che accende la vita,
c’è un coro di rondini che fa vibrare il cielo,
c’è un pensiero d’amore che mette le ali.
Si sveglia il mio prato con il tuo profumo,
sbocciano fiori dalle tue mani,
ogni petalo mi parla di te.
Vola la mia anima ad abbracciar le tue radici.
Nel verde tuo mi riposo
aspettando d’assaporar deliziosi frutti.
La vita è fuoco, m’accendo subito d’amore.
Filtra da ogni tua foglia questa luce, e mi sorride.
La notte segue il giorno in un batter di stelle,
solamente luna, sei per me, quando mi guardi.
Guardandomi negli occhi non avrai scampo,
ti passerò da parte a parte,
con la punta del cuore.
Cadendo tra le mie braccia,
o mia primavera,
capirai che questo è veramente amore.
Entra nei miei occhi e leggimi il cuore,
vola sulle mie labbra per aggiungere i tuoi baci,
prendi le mie mani e sentiti ancora mia.
Non ti cancellerò mai dai sogni,
né farò di te un mio giocattolo.
Ti avvelenerò a piccole dosi d’amore,
per bagnarti l’anima.
Ti avvelenerò a piccole dosi,
per farti ancora innamorare.
Mai più il vento ammucchierà nuvole sopra di noi,
nessun vento ostile ti porterà via da me.
Segui il mio volo,
là dove poserò le ali
sta in soffice attesa il nostro nido.
Inviterò tutte le stagioni.
Dalla primavera
mi farò regalare il profumo della vita,
all’estate chiederò il fuoco e l’anima,
all’autunno tutto l’oro delle foglie
per donarti la mia fede,
all’inverno la candida neve
per scioglierci insieme.
Sarà festa sopra e sotto le stelle.
Anche se il giorno morisse piangendo
dentro il suo ultimo arco di luce,
tu non ti spaventare.
Il mio amore possiede un cielo assai più grande,
ed un sole che brilla eternamente.
Quando muore il sole,
io penso sempre a te.
Le stelle consolano il cielo,
ma tu dove sei?
Quando tramonta un amore,
si spengono tutte le luci.
Nel pozzo dei sentimenti,
cadono ed affogano i sogni.
Avanza l’inverno, nel buio.
Freddo e triste,
s’addormenta sotto la sua neve.
Non muore per sempre la vita.
Gira e si rialza il mondo,
e nel suo girotondo
ritrova respiro, bellezza e vigore.
È di nuovo primavera,
primavera d’amore.
Quando nasce il sole,
chissà se anche per me
s’ accende una carezza !
Ho messo da una parte l’anima
per non farla soffrire dentro.
Di solo amore
sia questa vita che mi viene addosso!
Quando muore il sole,
la mia preghiera vive.
Mio Dio,
se per me non ci sono stelle vagabonde
ad illuminare il cielo,
ma solamente oscuri silenzi,
allora illumina Tu le mie fragilità.
La luna cade dal cielo con tutti i suoi amanti.
Tornano nell’ombra le stelle.
Tremano i monti e s’agitano i mari.
La terra è stanca di girar nel vuoto e grida.
È ammalato il mondo.
Sono giorni di tempesta.
Chi farà risalire l’alba dai sogni?
Chi metterà nel suo giaciglio il sole?
Non ci sono più bambini a passeggiare sui fiori.
Pietre ed alberi grigi colorano i giorni.
Piove sporcizia sulla testa dei potenti.
Uomini senz’anima popolano il mondo.
Dove avete sotterrato la giustizia?
Dov’è finito l’amore?
Vorrei guarire il mondo.
Vorrei veder la luna rotolar nel cielo
ed alzarsi sui tetti,
lucente come un diamante.
Vorrei abbassare le stelle
per sentirle pulsare cuore a cuore.
Vorrei veder bambini intorno a me,
liberi di giocare e rincorrere sogni.
Vorrei risalire l’alba, disegnare il giorno
ed annegare nella quiete del tramonto.
La notte, vorrei averti vicino,
rubare i tuoi sogni alle stelle,
coprirti in silenzio con la mia ombra,
toccare il cielo e morir d’amore.
Vorrei guarire il mondo
dall’odio e dal dolore,
per farti ascoltare
il delicato fruscio della mia anima.
Siamo infiniti, ora noi.
Di un grande albero,
siamo foglie di luce,
siamo teneri rami che abbelliscono il cielo,
siamo linfa che alimenta l’universo,
viventi per sempre,
noi, piccole gemme di uomini.
Da questo balcone di stelle
volano i nostri sorrisi,
fiori d’incendiato amore.
C’è un Sole quassù che
scorre sulle rive del tempo,
come acqua delicata,
ci disseta.
Non abbiate a soffrire per noi,
non c’è gioia più grande
che avere negli occhi
lacrime del Cuore.
Dalla terra al cielo,
un solo momento,
un solo pensiero,
un solo dolore:
il privarvi, per un poco,
del nostro grande amore.
Dedicata ai fratellini Ciccio e Tore.
(Gravina di Puglia)
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