L' Ultima foglia verde


Abbracciami forte
Non lasciare che
il vento mi porti via
Io,ultima foglia verde
dei tuoi rami
Ultima speranza
Ultimo tocco di magia
Volando
cercherei le tue mani
La tua bocca
Il tuo cuore
Rivedrei tutti i nostri
sogni nel bosco
Sparsi tra i cespugli e sui fiori,
come silenzi antichi
Prima di toccare terra,
ti lascerei un ultimo bacio
d'amore
Germoglio di una nuova
primavera con te
Se avverrà questo,
lasciami volare via.
IVAN 2006

Due lacrime

Ci sono due lacrime
oggi nei tuoi occhi
che rubano la luce
al sole.
Due lacrime tremanti
che traboccano
da un oceano pieno
d'amore.

ivan

domenica, 24 febbraio 2008
Amami ancora

Nudo, esco dai boschi, come l’autunno.
Sospeso nell’aria è il canto degli uccelli.
Le cime degli alberi schiaffeggiano il cielo.
Nuvole minacciose aggrediscono il sole.
Sui monti s’aggrappa l’inverno
ad imbiancar le punte.
Dalle gole del freddo sibila il vento,
come una lama, taglia il cielo e la terra,
ferisce le mie notti ed i giorni.
L’amore scivola lentamente
sopra una lastra di ghiaccio.
Il buio spegne i sentimenti,
ogni cosa tace e muore.
 
L’amarti è gioia, paura e dolore.
Nulla al di fuori di te può seminar tempesta
o portare i colori dell’arcobaleno.
C’è un fuoco che mi consuma dentro.
Una piccola fiamma è facile da domare,
ma un grande incendio divora tutto.
 
Quando l’amore fugge,
lascia dietro di sé orme profonde,
dove cade, vuota di tutto, l’anima.
 
Non so se riuscirai ad amarmi ancora.
Non posso chiederti il cielo
né pretender le stelle.
L’amore non si compra,
spontaneo fiorisce
tra i battiti incessanti della vita.
 
 Sul filo dei sogni
stanno in bilico tutte le mie speranze.
Come sentinelle, attendono l’arrivo della luce
per riposar dalla gelida notte.
 
Amami ancora e farò girare il mondo
con l’energia pulita del mio cuore.
Amami ancora,
 porterò il nostro sogno lassù, tra le stelle,
dove tutte le cose sono ordinate e belle.
Amami ancora,
io sarò la tua galassia
e tu il suo magnifico splendore.
Amami ancora,
ti porterò con me
nel silenzio dell’anima.
Là, dove il mio cuore termina,
inizia l’infinito.

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lunedì, 18 febbraio 2008
padre mio

Ho sentito mordere la vita,
aveva gli occhi rossi
ed il pugno chiuso.
Lei un demone,
io un bambino nell’ombra,
stretto all’angolo del mondo.
 
Sei sempre nei sogni,
padre mio,
a giocare con me
sui confini del mondo.
Ho conosciuto il tuo cuore,
standoti quel poco accanto.
 
Nelle notti insonni
parlavi con me sino all’alba.
Aspettavamo il sole,
per rubarne i segreti,
e rinascere ogni giorno a nuova vita.
Il vento soffiava
 per allontanare il dolore
che portavi dentro.
 
Troppo presto è finita l’estate.
Dicevano che io ero piccolo per capire.
Negli occhi miei,
è rimasta una casa vuota
ed una valigia chiusa,
portata via,
colma del tuo amore.
 
Ora che sono grande,
cerco ancora quell’alba,
per accarezzare un bambino,
che sogna di addormentarsi
tra le braccia infinite del suo Sole.

Postato da sguenci alle 12:28 | permalink | commenti (56) |
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martedì, 12 febbraio 2008
sfogliando il cuore

Quando ti penso,
sei già sulle mie labbra.
Quando mi stai accanto,
la terra è lontana e non la calpesto,
abito il cielo delle emozioni.
Quando ti stringo,
più di mille braccia mie t’avvolgono.
 
Non è un gioco l’amore,
ma un vento che scuote dentro,
 rinfresca il corpo e l’anima.
Sul filo dei sogni
sto in equilibrio e canto.
 
Come la luna viene,
in pienezza di luce,
a spegner le stelle,
così tu, quando m’ appari,
oscuri ogni altra bellezza.
 
Sfoglio il tuo cuore come una rosa,
per coglierne il seme.
Nel pensare, ti penso.
Nel sognare, ti sogno.
Nel cantare, canto te.
Nell’amare, ti amo.
Nel morire, io vivo.

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giovedì, 07 febbraio 2008
la nonna

Questa notte,
prima d’addormentarmi,
tu sei entrata nei miei occhi.
Osservo un piccolo mondo,
appeso al cielo di un bambino.
 
Com’era bello, nonna,
stare con te d’inverno,
vicino al fuoco,
a bruciar le ore,
cavalcando favole.
 
Com’era bello,
passeggiare sotto la luna,
dentro un dipinto di stelle.
Io e te ad ascoltare il silenzio
 nel cielo ondulato delle sere d’estate.
 
Dai vicini monti,
scendeva la freschezza del tempo,
per far riposare le notti.
Gorgoglii d’acque, sotto i ponti,
cullavano i nostri sogni.
 
Il ricordo del tuo sguardo,
intenerisce i miei giorni.
Nell’addormentarmi,
 sento le tue mani
accarezzare le mie lacrime,
mentre la luna,
con il suo faccione pieno,
esce dal nido,
per raccontarmi ancora
meravigliose favole.

Postato da sguenci alle 14:12 | permalink | commenti (48) |
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