
Ho portato i sogni al mercato delle ombre.
Ho donato le carezze ai miei carcerieri.
Ho venduto tutti i miei beni ai mercanti di fumo.
Dai sobborghi grigi, salgo gli scalini di tristi storie umane.
Ancora una volta, la notte conduce i suoi cavalli al precipizio.
Disteso sull’erba, m’affanno a contare i miei anni.
Triste e impazzito, il mare, viola i suoi confini e poi tace.
La natura, si fa prima carnefice, poi, ferita, in un angolo piange.
Cadono gli dei dal cielo, e rotolano nel fango.
I pensieri della mia mente, partono come scariche di mitra.
Salgono le vette più irte, si mescolano con le nubi minacciose.
Tendono i pugni, ma non sanno tuonare.
Disteso sull’erba, m’affanno a contare i miei anni.
Un sole nero, avanza nel cielo e sporca.
Uccelli, distratti, s’arrampicano sull’aria imbrattata.
Le speranze, si nutrono di cibi avariati.
Un odioso fumo copre l’inferno e fa lacrimare.
La rovina, porta le sue uova fresche e le deposita in ogni valle.
Disteso sull’erba, m’affanno a contare i miei anni.
Sorridimi, gioia mia.
Solo il tuo volto, mi ricorda che, posso ancora amare.
Nei campi di grano, i miei pensieri bruciano al sole.
Le mie parole, sono ronzii d'insetti fastidiosi.
Le scarpe, consumate dal tempo, si rifiutano di camminare.
Nel palazzo del re, abita l’ingiustizia.
E' vomitata per le strade e nessuno pulisce.
Si perde all’orizzonte, la mia voglia di luce.
Disteso sull’erba, m’affanno a contare i miei anni.
Sorridimi, colore della mia vita.
Tu sai che, nonostante tutto, desidero ancora amare.
a ricordo tsunami 2004